domenica 3 novembre 2013

Le stanze buie


"Mi scostò i capelli dalla fronte e lasciò scivolare le dita sulla stoffa della benda che mi copriva gli occhi. Con il dorso della mano mi sfiorò la guancia, poi vi posò il palmo, premendolo conto la mia pelle.[..]
Sollevai una mano e la posai sul polso di Lucilla Flores. Era esile, delicato. Assaporai per un solo istante quel contatto, prima di scostare bruscamente le sue dita dal mio volto, spingendola via." 
("Le stanze buie", Francesca Diotallevi)

Trama

Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita. 

Cosa ne penso

Questo romanzo è tante cose. È una storia di fantasmi, una storia d'amore, una storia di ossessioni e di segreti. In una società di libri fast-food, Francesca Diotallevi si prende il suo tempo per creare l'atmosfera, farci conoscere la casa dei conti Flores e le sue stanze buie... e soprattutto far maturare lentamente e, a mio avviso, realisticamente i personaggi. Il libro non corre, si fa assaporare. Ho sentito la fragranza dei biscotti di Nora e annusato i profumi di Lucilla, ho vissuto i dubbi di Vittorio, li ho compresi e infine superati insieme a lui.

Ho amato moltissimo la protagonista femminile, Lucilla. Una regina delle fate, a volte fragile, a volte controcorrente, che beve la tisana nella cucina buia con i talloni sulla sedia. A me ha ricordato  la madre di Ichabod Crane ne Il mistero di Sleepy Hollow, quando balla tra i petali di fiori.

A parte il colore dei capelli,
è così che io immagino Lucilla





























































































Ichabod definisce sua madre "un'innocente... una figlia della natura", e così io vedo Lucilla. Non strega, ma quasi, perché il profumo è magia.

A fare da sfondo ai personaggi ci sono gli odori, i profumi, e la nebbia delle Langhe. Devo dire che mi è piaciuta molto l'atmosfera gotica dell'ambientazione, gli scricchiolii della grande casa e le presenze bianche che, evanescenti, minano il mondo fatto di razionalità e precisi paletti di Vittorio, l'impeccabile maggiordomo che, dopo il suo arrivo a Neive, vedrà sgretolarsi ogni certezza.
Può uno come lui credere nei fantasmi?
Può uno come lui decidere che al mondo ci sono cose più importanti degli ordini di un padrone di casa?
Può uno come lui... innamorarsi?
Le convinzioni di Vittorio e le sue ferree regole verranno messe a dura prova dall'aria inquieta della casa e dai suoi segreti, e infine la sua razionalità si dovrà scontrare con il nemico più forte di tutti...

*Inizio digressione e qualche spoiler

E qui devo assolutamente incasinare la recensione con una digressione. Scusatemi, ma devo farlo, devo ringraziare Francesca per una cosa che sento un po' come un regalo.
Parlando di questo libro non posso non paragonarlo con uno dei miei libri preferiti in assoluto, "Quel che resta del giorno" di Kazuo Ishiguro. Che il libro di Francesca in parte richiama e di cui in parte capovolge la prospettiva. Vedete, ogni volta che rileggo "Quel che resta del giorno", a un certo punto mi viene da gridare, Mr Stevens, non ti accorgi che sacrificando tutto per qualcosa che non esiste? Cambia finché sei in tempo, non buttare via la felicità che stai provando, cambia, cambia CAMBIA!
So che Mr Stevens non lo farà, so che arriverò alla fine del libro singhiozzando come una scema, ma è inutile; continuo a sperare... a pensare, cambia; questa volta, cambia.

Vittorio Fubini lo fa. Ha il coraggio di combattere contro se stesso e vincere; di fare ogni cosa in suo potere per afferrare la felicità. E questo lenisce le pene, regala ricordi, rasserena con accorata malinconia in un finale che, da amaro, diventa dolce-amaro.

*Fine digressione e fine spoiler

Forse alcuni particolari nella risoluzione del "mistero delle stanze buie" non hanno convinto al 100% la mia anima da lettrice accanita di gialli, e questo è l'unico appunto che faccio al libro; ma come dice Francesca nell'intervista che gentilmente ha rilasciato a questo blog, questa è soprattutto una storia d'amore. Una meravigliosa storia d'amore; la parte centrale del libro, che ho adorato alla follia, descrive lo sbocciare del sentimento in uno dei modi più poetici, dolci e commoventi che abbia mai letto, tutto basato su sguardi, piccoli gesti, frasi accennate.

So che non si è capito nulla da questa recensione, se non, forse, quanto ho amato questo libro; per fortuna in rete ci sono molte altre recensioni su "Le stanze buie" (tutte positive, mica pizza e fichi) che vi invito a leggere.
E poi a comprare il libro.
Anche non in quest'ordine.

15 commenti:

  1. cosa non ti ha convinto nella risoluzione del mistero? anche io leggo gialli ma non ho trovato nulla che non mi quadrasse, a meno che non fossi troppo turbata e presa dal resto...

    che bella recensione, ora la mia mi fa schifo.
    d'altronde quando una sa scrivere. ah. sigh.

    manu

    p.s. io cmq ho amato di più Vittorio di Lucilla, l'uomo tutto d'un pezzo che si scioglie mi fa sempre un certo effetto... ;)

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    1. **** ATTENZIONE SPOILER ******
      **** ATTENZIONE SPOILER ******
      **** ATTENZIONE SPOILER ******
      **** ATTENZIONE SPOILER, ULTIMO AVVISO ******

      In realtà torna tutto negli avvenimenti, solo alcune motivazioni non mi convincevano del tutto; perché Musso sarebbe dovuto rimanere là dopo la morte di Lucrezia? E il conte Flores, perché avrebbe dovuto tenerselo in casa? Però poi parlando con Francesca è tornato tutto... :)



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    2. Ah sì, anche io mi ero posta quella domanda mentre si stava svelando il tutto, ma poi la spiegazione che dava nel libro mi era bastata.

      manu

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    3. Io, che sono più splatter, avrei preferito che
      *** SPOILER ***
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      Musso spappolasse la testa di Flores contro il muro :)

      Ma forse non sarebbe stato più logico, come pensavo mentre leggevo; parlando con Francesca, ho colto che Musso è un po' come Vittorio, si sente in colpa per il sentimento provato per Lucrezia e si sente colpevole quanto e forse più di Flores per quello che è accaduto, quindi si punisce in questo modo.

      Ps. Avevo capito che parlavi del commento sul sito di Francesca, ma ora che so che hai scritto una rece vera e propria non vedo l'ora di leggerla!!! Voglio vedere cosa hai visto tu in modo diverso da me.

      PS2. Avevo lasciato un commento sul tuo blog personale ma se l'è pappato :( Hai attivato la moderazione nei commenti? Comunque, il tuo primo post mi è piaciuto moltissimo, seguirotti senza meno :) :) :)

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    4. Oh, cielo...
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      *** SPOILER ***
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      Musso spappolasse la testa di Flores contro il muro :)

      Questo è decisamente splatterXDD Trattandosi di un maggiordomo, forse il caro vecchio arsenico nel caffè sarebbe stato più indicatoXD

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    5. Ahahahah :D

      *** SPOILER ***
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      *** SPOILER ***
      *** SPOILER ***

      Sì lo so, ma il fatto è che è quello che ho fatto io, almeno mentalmente, infatti mi sono vista prendere Flores per il coppetto e CRASH!, una bella schiantata contro la parete...

      Storicamente e psicologicamente inappropriato, ma taaaaaaaaaaanto soddisfacente :D

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  2. Manu, la tua recensione non fa affatto schifo, l'ho apprezzata tanto! ^_^ E, Nina, grazie ancora, bè, lo sai.
    Ogni volta che rivedo l'immagine di Lucilla/Madre di Ichabod la trovo perfetta *__*

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    1. Mi fa piacere di aver colto un aspetto di Lucilla che combacia con il tuo! Ognuno vede i personaggi a modo proprio, è il bello della lettura... ma anche un po' frustrante per gli autori, a volte :)

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  3. Francesca, non è ancora uscita!! :P
    l'ho solo consegnata al blog per cui collaboro per le recensioni e appena la pubblica ti scrivo così la leggerai, ma fa schifo in confronto a quella di Nina, ti avviso già. :)))
    non sono niente se non oggettiva in fatto di scrittura...
    ma questo non mi impedisce di continuare a scrivere, come puoi vedere, perché mi piace troppo e in fondo sono una grande egoista. ;)

    manu

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    1. Oh, pensavo ti riferissi al commento che hai lasciato sul mio blog, scusa! Bè, a questo punto sono molto curiosa di leggerla, grazie! ^_^
      Non capisco il nesso tra l'egoismo e la passione per la scrittura. Egoista, verso te stessa, sarebbe impedirti di continuare a scrivere^^
      PS ma hai aperto un blog? Come, dove, quando... ?

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    2. quando esce ti avviso, così come avviserò te Nina perché l'ho fatta anche di capitan Swing e di un po' di altri libri che letto recentemente, anche prima del parto. ora è uscita quella di "Cuore nero" di Amabile Giusti, che ormai semplicemente amo.

      il nesso tra l'egoismo e la scrittura, dal mio punto di vista, è che se quello che scrivo non è troppo bello o eccelso, ma mi piace troppo farlo, lo faccio lo stesso per soddisfare me stessa e meno i lettori, quindi è egoistico... no?

      oh cacchio devo andare... non riesco a finire tutto qule che volevo dire...

      bacis
      manu

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    3. A proposito! Sai che della Giusti avevo cercato "Non c'è niente che fa male così", ma è fuori commercio? Porcacc#@#?!!di!@@quella##!miseriacc!!!##@!

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    4. ma dai!! che peccatooo!! ma neanche e-book?
      era molto bello, vuoi che te lo presto?
      se no, se non disprezzi il genere, potresti provare "Cuore nero" che ho appena visto che è uscito anche in e-book adesso, ma devi essere in vena di finali amari, ti avviso prima...
      fammi sapere se sei curiosa di leggere "non c'è niente che fa male così", che te lo spedisco (ce l'ho solo in carta).

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    5. Grazie mille per il pensiero, Manu! Ma ho visto che su Amazon ci sono oscure promesse di una ristampa (lì c'era scritto che sarebbe uscito a giugno 2013 ma evidentemente non è stato così, perché non è ancora disponibile) e, visto che leggo poco ultimamente, posso aspettare. O al limite mettermi di buzzo buono e cercarlo usato!
      Per Cuore Nero, come sai sono ritrosa al paranormal, a meno che non sia rivolto a bambini, come Harry Potter... gli ho comunque dato un'occhiata ^^ Non ho potuto farne a meno. In pratica, da brava ranocchia, ho letto il finale. E sono rimasta così: *_________*

      *** SPOILER su "Cuore Nero" di Amabile Giusti ***
      *** SPOILER ***
      *** SPOILER ***
      *** SPOILER ***

      Non so bene che pensare. Da una parte i ricordi sono quello che ci rendono unici, ci danno sensibilità e profondità. D'altro canto anch'io ho sempre pensato che sarebbe bello dimenticare alcune cose dolorose, che a volte ti impediscono di vivere...
      Comunque, grande finale. Lei scrive fantasticamente bene (al punto che se legge “fantasticamente bene” le viene un colpo :D ). Appena mi ridò alle letture lo rileggo per bene.

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    6. infatti mi pareva che non sei molto dedita al paranormal... :)
      meno male che hai fatto uno strappo per zsadist!
      cmq se mai lo leggerai fammi sapere che ne pensi m raccomando, anche di quello fuori stampa.
      io tornerò appena finisco la premoli!
      buon weekend!

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